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Albino «AllOpera»
Sporcarsi le mani per migliorare il mondo
di Chiara Sabio

Avere voglia di sporcarsi le mani e mettersi all’opera con tanto entusiasmo: si potrebbe riassumere così il Cre dell’oratorio di Albino. Circa trecento e più persone tra bambini, ragazzi, animatori, coordinatori, volontari e don hanno scelto di mettersi in gioco per dar vita a questa esperienza. Mettersi all’opera non è così scontato come può sembrare e per sottolineare il valore che il tema racchiude, l’oratorio di Albino ha scelto di far toccare con mano le diverse realtà in cui l’impegno e la forza di volontà sono il fulcro di ogni mossa.

Rastrello, scopa e vestiti comodi, ad esempio, sono i tre elementi fondamentali per il laboratorio di “Ora et labora” in cui i bambini delle elementari aiutano i frati nell’accudire gli animali e nel sistemare l’orto. Un modo per conoscere nuove realtà, ma anche il tanto impegno messo in un lavoro umile e allo stesso tempo gratificante. Un’altra occasione che hanno i più piccoli per sporcarsi letteralmente le mani è il laboratorio di cucina. Con cappelli da chef di alta classe e ricette da leccarsi i baffi, i bambini mettono alla prova i loro palati con le loro creazioni golose. Per dare importanza al materiale che ogni giorno capita tra le mani di tutti, invece, scende in campo il laboratorio di riciclaggio. I bambini partendo da materiale di scarto come bottiglie di plastica, vecchi cd, tappi e cassette di legno costruiscono delle vere e proprie barchette funzionanti. Nel lavoro, poi, non va mai dimenticata l’importanza della collaborazione come fa notare il laboratorio creato dagli scout. Un’occasione per sperimentare il gioco di squadra e la bellezza dello stare insieme immergendosi nella natura.

I ragazzi delle medie, invece, hanno avuto l’opportunità di inquadrare la realtà lavorativa di Albino incontrando e intervistando i diversi lavoratori che si interfacciano sul territorio. Chiedendo a ciascun lavoratore quali fossero le sue abitudini e quali gli aspetti positivi e negativi del proprio lavoro, i ragazzi hanno realizzato un sondaggio per avvicinarsi al mondo lavorativo e conoscerlo di più.  Conoscenza che sarà approfondita grazie alla visita ad una fabbrica del luogo e alla testimonianza del Mato Grosso che accadranno nelle prossime settimane. Nel Cre, però, non esistono solamente bambini e ragazzi da animare, ma esistono anche animatori che oltre a mettersi all’opera per mandare avanti il Cre, si mettono all’opera anche per loro stessi. Per gli animatori di prima superiore, al primo anno d’esperienza, sono state pensate delle attività di volontario con le diverse associazioni di Albino. Dalla semplicità di pulire un sentiero con il gruppo del CAI all’incontro con gli anziani della casa di riposo, dall’aiuto nella distribuzione dei pasti ai più bisognosi alla collaborazione con una famiglia impegnata nel Mato Grosso: tutte esperienze studiate per dare valore alla gratuità e all’impegno con cui molte persone si spendono ogni giorno nel proprio comune e che, troppo spesso, passa inosservato. L’impegno che i ragazzi mettono in gioco in queste attività di volontario viene poi riletto con un incontro a fine settimana per aiutare ciascun partecipante a riflettere sul proprio operato e su di sé.

Come ricorda Watson nella seconda puntata della storia del Cre “non basta fare, fare, fare e ancora fare, bisogna anche pensare a come fare per riuscire a creare qualcosa di buono” così tutti i partecipanti del Cre dell’oratorio di Albino, dal più piccolo al più grande, si sono messi in gioco per dar valore al loro lavoro, alla loro opera.
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