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Aldo Moro
Testimone per i giovani di oggi
di Matteo Cometti

Mezzoldo rappresenta una possibilità concreta per noi giovani di crescere, nella vita e nella fede. Il corso per animatori di oratorio è organizzato dall’Upee, a don Emanuele e  tutti i giovani animatori che ne fanno parte, che dedicano il loro tempo, le loro forze e tutte le energie per far sì che esperienze come queste siano ben riuscite e coinvolgano pienamente. Un ruolo importante è giocato dalla figura del testimone che viene scelto come riferimento a livello storico e spirituale, come guida e fonte dalla quale prendere spunto. Quest’anno la figura che ha contraddistinto Mezzoldo è rappresentata da Aldo Moro, nell’anniversario del quarantesimo anno dal giorno del suo omicidio, avvenuto il 9 maggio 1978. Il personaggio è di enorme rilevanza sia a livello religioso, in quanto fervente cattolico, sia a livello politico, come esponente della Dc e per aver ricoperto le più alte cariche dello stato. Nel corso della settimana è stata riproposta la vita di Aldo Moro, espressa non solo dal suo punto di vista, ma anche da parte di alcune persone che gli sono state vicino e che lui ha conosciuto nel corso del suo percorso. Seguendo spezzoni di brani significativi di questi personaggi, a cui gli animatori davano voce, abbiamo conosciuto la moglie, Papa Paolo VI, i politici Cossiga, Togliatti e Berlinguer, così come un brigatista e sua figlia Agnese. Con ogni testimonianza si apriva un nuovo tema su cui  riflettere durante il tempo della spiritualità, in cui è stato possibile conoscere se stessi mediante il clima di silenzio profondo, grazie al quale si creava l’occasione per  non restare in superficie ma porsi domande a livello personale. Aldo Moro è un grande modello: ha fatto esperienza in un ambiente sano come quello della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana), mentre per noi il parallelo potrebbe avvenire in oratorio, e ha saputo puntare in alto, alzare lo sguardo, arrivando a compiere veramente cose grandi, senza dimenticare i principi e i valori trasmessi dagli ambienti in cui si era formato. Quest’uomo ci ha insegnato durante la settimana a credere nei nostri sogni, a non mollare quando le cose si fanno più  dure e difficili. Insomma, Aldo Moro è e deve essere spunto per noi giovani, uno stimolo a diventare più uomini, uomini un po’ come lui, uomini che forse non esistono quasi più. Oltre ad Aldo Moro c’è stata l’occasione e l’opportunità di incontrare altri testimoni significativi che hanno confermato come i bei concetti non sono solo parole, ma trovano concretezza se si pone attenzione alle storie di chi vive i valori in cui crede nella quotidianità e nel lavoro che svolge. È stato bello accorgersi di cosa per loro abbiano significato l’ambiente dell’oratorio e i principi di essere educatore. Per mettere ordine ai tanti stimoli era necessario poi il tempo della “rilettura”, nella quale accompagnati dagli animatori, ci si addentrava nel campo più tecnico: come divenire educatori e come vivere pienamente la vita di oratorio, anche grazie ad opere d’arte che fissassero meglio i contenuti. Mezzoldo è un corso forte ed efficace anche perché si sta insieme per un’intera settimana, lavorando a gruppi e giocando, divertendosi sempre. Vivere insieme ventiquattro ore su ventiquattro permette che si crei un clima di amicizia e di intesa. Ogni giorno ci si trovava in piccoli gruppi, a partire dalla spiritualità per addentrarsi nelle attività, in cui tutto veniva rielaborato e successivamente condiviso. Condividere è stata una della basi di questo percorso, ognuno ha potuto dire la propria, creando spunti e dibattiti all’interno del gruppo. Oltre al divertimento, stare insieme voleva dire anche pregare insieme: si condivideva una preghiera semplice, che avveniva quotidianamente e ci piaceva, e questo ci stupiva perché creava nel complesso un clima “surreale”. Abbiamo riscoperto la preghiera come risorsa per i giovani.
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