Articoli
SCRIVI UN ARTICOLO
Condividi anche tu i racconti di ciò che succede nel tuo oratorio.
Scrivi un articolo e invialo
all’indirizzo redazione@upee.it allegando possibilmente una fotografia in formato jpg.
COME ON e AGORÀ
Due esperienze che in oratorio lasciano il segno
Di Maria Chiara Rossi

Vi presentiamo oggi un’intervista doppia a due sacerdoti che portano avanti due iniziative belle nella loro realtà. Di chi si tratta? Ci hanno raccontato un pezzo della loro vita di oratorio don Matteo Cella, curato di Nembro, e don Giorgio Antonioli, parroco di Costa di Mezzate. A Nembro è in atto un percorso che prende il nome di «Come on», mentre a Costa di Mezzate l’esperienza s’intitola «Agorà». A loro la parola.

Perché «Come on»?
DM: Il progetto «Come on» ha avuto inizio per rispondere ad alcuni bisogni particolari: in primis, la presenza di molti ragazzi in oratorio, durante i pomeriggi liberi, poco capaci di relazionarsi tra loro e con gli altri, ma soprattutto con la fatica di comprendere il senso di questo ambiente messo a loro disposizione. Dopo un paio di edizioni di questo tipo si è ritenuto che non fosse più necessaria una proposta così intensiva, ma che rimanesse importante aiutare i ragazzi a educarsi al buon utilizzo del tempo libero, riuscendo a cogliere il valore delle proposte che in realtà l’oratorio riesce a mettere in atto in maniera continuativa lungo tutte le settimane dell’anno. Per alcuni aspetti si tratta di un Cre adattato al tempo invernale e reso compatibile con gli impegni scolastici. Durante l’anno si incontrano persone capaci di fare cose davvero di valore e questo contenitore permette di fare incontrare le capacità delle generazioni più mature con i più giovani.

Perché «Agorà»?
DG: Abbiamo scelto il termine “agorà”( (dal greco: piazza) perché è proprio ciò che desideravamo: fare piazza in oratorio, pensare e creare incontri belli e significativi tra di noi e con persone diverse, non sempre le solite.  Avevamo il desiderio di trasformare l’oratorio in una “piazza” proprio nella sera del sabato, in quella sera in cui l’oratorio corre il rischio di essere vuoto perché altre piazze chiamano meglio di noi ma non offrono la stessa bellezza e significatività di relazioni che il Vangelo dell’amore sa proporre.

Da quanto tempo organizzate l’esperienza?
DM: La prima edizione risale al novembre 2013. Rimane come punto fermo il mese di novembre, dedicato a “riaccendere il proprio tempo”.  L’edizione 2017 di «Come on» prevede soltanto due settimane di attività, perché dopo alcuni anni sentiamo il bisogno di rinnovare questa proposta adattandola alle nuove esigenze. La sfida di far uscire i ragazzi dall’isolamento delle case e dagli impegni sempre gestiti dagli adulti. Inoltre avvertiamo come importante aiutare le famiglie affinché avverto la comunità come luogo accogliente, propositivo e attento a loro.
DG: Il progetto «Agorà» è partito quattro anni fa e ogni anno è cresciuto e si è evoluto. Si svolge ogni sabato sera da ottobre a maggio ed è gestito da un gruppo di giovani animatori. Il parroco coordina e consiglia. Si svolge prevalentemente all’oratorio ma, ogni tanto, coinvolge altri luoghi del paese o del territorio, specialmente nei grandi giochi.

Come si struttura?
DM: La struttura di «Come on» consiste nell’offrire ai ragazzi un calendario che quotidianamente mette sul piatto dell’offerta almeno un’attività per ogni fascia di età. Tutti possono trovare nell’arco della settimana almeno qualcosa che possa rispondere alla propria sensibilità o alle proprie abilità. Ogni attività ovviamente ha come responsabile un animatore o un maestro d’arte.
DG: «Night & day» per prima, seconda e terza media e anche per gli adolescenti. Si parte con una cena condivisa; si prosegue con giochi o visione di un film; si prega; si dorme in oratorio; si fa colazione e si partecipa alla Santa Messa della domenica mattina animandola.  Serate con le famiglie dei ragazzi che si preparano ai sacramenti o alla professione di fede. Invitiamo le famiglie a cena (noi offriamo il primo piatto e il caffè; ogni famiglia porta il secondo, bibite o dolce). Dopo cena gli animatori intrattengono i ragazzi in oratorio. Il don e i catechisti dialogano con i genitori sul Sacramento e su temi di fede.  Queste serate sono a volte dedicate anche a altre categorie di persone: gli sportivi dell’ASDO, il coretto della parrocchia, quarta e quinta elementare, chierichetti e i ragazzi “del muretto”. Infine non può mancare «Agorà dell’agorà»: si tratta di sabati sera organizzati dagli animatori per il gruppo, per stare un po’ insieme in oratorio divertendosi, e non solo per fare un servizio o del volontariato.

Ci racconti un tuo ricordo particolarmente bello?
DM: Vorrei ricordare alcune sorprese molto piacevoli che abbiamo raccolto negli anni. Ai ragazzi piace molto darsi da fare in maniera attiva e concreta. Le esperienze che hanno riscosso maggiore successo sono state le giornate al laghetto a pescare le trote, il laboratorio che ha trasformato la cucina dell’oratorio in un raviolificio interamente occupato dai ragazzi delle medie, le bambine che hanno imparato a ricamare e che hanno poi fatto proseguire questa attività per settimane e settimane. Il bello di queste esperienze è che quando i ragazzi sono contenti di partecipare chiedono che le attività possano diventare delle abitudini. Il progetto «Come on» è stato molto utile per tutti noi operatori dell’oratorio per divenire degli attenti osservatori, che non si limitano a riconoscere i problemi e i limiti, ma che cercano di intravedere delle possibilità anche laddove le provocazioni sono molto alte.
DG: Personalmente sono tanti i ricordi che tengo nel cuore e che mi hanno riempito di gioia. Sono particolarmente contento quando l’«Agorà» coinvolge ragazzi un po’ più distanti dall’oratorio e dalla comunità. Sono molto contento dell’esperienza di «Agorà dell’agorà»: è bello che i giovani, che solitamente organizzano l’agorà per gli altri, ogni tanto la organizzino per se stessi divertendosi in oratorio o fuori dall’oratorio, giocando ai giochi più semplici e più ordinari ma che rivelano la straordinaria bellezza dell’amicizia vera e sincera.
Share Facebook
Share Twitter
© Upee - Ufficio Pastorale Età Evolutiva
Privacy Policy | Redazione | Upee@curia.bergamo.it | Credits