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Convegno «Be Young’s»
Esiti e prospettive
di Redazione Upee

Sabato 10 novembre, una data da tenere ben presente: liberate le agende, vi aspettiamo. Dove? Nell’Aula Magna di Sant’Agostino dell’Università degli Studi di Bergamo alle ore 9. La giornata si prospetta ricca e interessante, tanto che non mancherà il professor Remo Morzenti, Rettore del Polo bergamasco così come don Michele Falabretti, direttore del Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile. L’occasione rappresenta uno snodo importante che riporta le lancette e i calendari precisamente a un anno fa, quando un simpatico camper ha iniziato a aggirarsi per la bergamasca, facendo parlare di sé in lungo e in largo, e appostandosi proprio nei luoghi preferiti dai giovani. Ma il camper era solo un pezzo di un puzzle composito, realizzato da una rete di collaborazioni.  L’Università di Bergamo, alcuni uffici pastorali e le parrocchie della Diocesi hanno lavorato insieme.

Ecco il perché di un convegno sul Progetto “Be Young’s”: si vedono gli esiti, si presentano dei risultati significativi che vanno restituiti.  Di fatto, l’incontro con tanti giovani è avvenuto. E il 10 novembre sarà l’occasione per darne un riscontro, per avere conferme, per rilanciare i dati raccolti grazie a uno sguardo più ampio, di cui gli ospiti invitati sono capaci. Il progetto è stato realizzato da tanti giovani per altri giovani: c’è chi si è messo alla guida del camper, chi attaccava bottone anche con i più timidi, chi si faceva avanti anche su questioni serie. Ecco perché si può parlare di protagonismo giovanile. Intercettare i giovani, fuori da luoghi di attrazione e frequentati nel tempo libero, significava avere una grande voglia di ascoltarli e di dialogare con loro, aprendo orecchie, mente e cuore a chi si rendeva disponibile a un confronto. Un ascolto che ha portato frutti. Sono emerse le reali dimensioni della vita dei giovani bergamaschi di oggi intorno a cinque grandi temi. Le aree di indagine sono state, infatti, il lavoro, il tempo libero, gli affetti, la casa e la spiritualità: cinque poli che ben descrivono la quotidianità di un giovane. La bellezza del progetto consiste nell’aver raccolto esperienze nella forma narrativa dei vissuti: niente come un racconto resta fedele a chi lo narra, proprio perché la narrazione rende giustizia della complessità e dell’ampiezza della vita giovanile. Sarà presente, dunque, il professor Tomelleri, incaricato di dare una
lettura sociologica dell’esperienza. Le interviste fatte, le realtà incontrate, i giovani incontrati sono stati studiati. Emergono nove profili-tipo, nove modelli che ci restituiscono una fotografia della realtà giovanile sondata in profondità.  Così come interverrà la professoressa Bichi della Cattolica che, insieme a don Michele, saprà dare una lettura pastorale del lavoro svolto. Monsignor Francesco Beschi sarà incaricato di tirare le fila e di dare una conclusione alla giornata: ovvero come rilanciare un così prezioso tesoro raccolto. La parola dei giovani ha valore se viene presa in considerazione. Ecco perché, in linea con le indicazioni del Vescovo, si apre ora un tempo per interrogarci su ciò che le voci dei giovani ci consegnano. In previsione ci sono, pertanto, dei “focus group” per adulti da attivare nelle comunità che lo desiderino, perché anche i “grandi” siano posti davanti alla questione: “Cosa significa il rimando dei giovani per la mia comunità? Dopo aver ascoltato, a cosa siamo chiamati?”

Il primo appuntamento dei focus group è fissato per giovedì 29 novembre, alle ore 20.30, presso la parrocchia di Scanzorosciate.
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