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Corso Centrale
Da gennaio al via il corso per animatori
di Maria Chiara Rossi

Il Corso Centrale è un percorso per animatori messo in pista dall’Upee con lo scopo di trasmettere uno stile agli adolescenti di 2ª e 3ª superiore. Cosa avviene concretamente ve lo raccontiamo con le canzoni di Jovanotti, ma l’invito è uno solo: iscriversi e viverlo!

Primo step: «Le canzoni non devono essere belle /Devono essere stelle/ Illuminare la notte/ Far ballare la gente/ Ognuno come gli pare/ ognuno come si sente.» Cioè? Appena arrivati i ragazzi vengono accolti, con un sorriso, con entusiasmo: li aspetta, per quattro domeniche, il momento della colazione e poi quello in cui più si crea clima, quello dell’animazione e dei balli.

Secondo step: dopo una prima parte tutti insieme e la preghiera si lancia il tema della giornata e ci si divide in gruppi. Ogni gruppo è composto da ragazzi di varia provenienza, essendo il corso aperto a tutti gli oratori della Diocesi. Perciò la bellezza è duplice: c’è la curiosità di conoscersi e il piacere di raccontarsi, scoprendo tappa dopo tappa cosa davvero significhi fare l’animatore di oratorio. Non solo, i ragazzi si sentono guardati con attenzione e ascoltati dagli animatori dell’Upee. «Per esempio quegli sguardi/ che ti sfiorano un momento/ e puoi quasi naufragarci/ nelle storie che hanno dentro»: avviene un intreccio di storie, e vengono date delle chiavi di lettura per rileggerle. L’intento del corso Centra
le è anche quello di dare una spinta, di essere un trampolino di lancio per ripartire o continuare la vita nei propri oratori, crescendo: «Poi succede qualche cosa/ che riapre la partita/ è la strada che mi chiama/ e non posso farci niente/ il mio posto è nel mondo/ tra le voci della gente/ partirò/ è sempre questa voglia di vedere/ di andare dove portano le strade/ e la in fondo che cosa c’è/ e li in cima che cosa c’è/ e se è vero che si vede un panorama che/ pacifica il cuore/ fa esplodere il cuore.» Condividere per ripartire.

Terzo step: ognuna delle quattro domeniche è scandita da un momento conclusivo e fondamentale, quello della rilettura, quello in cui si fa il punto e si capisce cosa davvero è utile e va portato a casa, va tenuto a mente, va tenuto nel cuore. I protagonisti sono, qui, gli adolescenti, con il loro modo di vivere e di vedere la vita. L’invito, mentre «Tutto scorre lentamente» è quello di mettersi in moto e «Navigare/ Puoi sfidare la corrente/ Puoi desistere o tentare/ Di navigare.» A volte il corso centrale serve per accorgersi che i mezzi che abbiamo sono limitati, che i nostri ora
tori non sono perfetti, ma che questa non è una scusa! In essi si nasconde una ricchezza che si scopre solo vivendo, spendendo tempo, lasciandosi coinvolgere. Il Corso Centrale consegna degli strumenti, non una ricetta preconfezionata, quasi come se dicessimo ai corsisti: «È una zattera quello che ti posso offrire/ Ma tu volevi una nave.» E allora? La
spinta che ti dà il corso centrale va rigiocata, e se anche hai solo una zattera non significa che non puoi navigare! A un primo sguardo potrebbe sembrare che resti «sempre una distanza incolmabile/ tra l’orizzonte e la vita». Ma è così vero? A pensarci bene, è colmabile mettendosi in cammino, perché da un corso così esci diverso, esci arricchito.
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