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CREzy Night
Animazione itinerante
di Maria Chiara Rossi

Maggio: mese di formazione, di preparativi per animatori, coordinatori, don e volontari coinvolti nel Cre.
In oratorio i genitori affidano ad adolescenti e giovani i propri figli: affidare ha dentro quella radice di fiducia che riempie di senso il servizio che da decenni l’oratorio offre. Per qualcuno il Cre è una scelta pensata, per qualcuno è l’unica possibilità, ora che la scuola giunge al termine. Sta di fatto che noi abbiamo tra le mani dei tesori, quei bambini e quei ragazzi che sono figli di qualcuno ma diventano anche un po’ figli o fratelli nostri, in un mese in cui c’è prossimità a tante famiglie.
I piccoli stanno crescendo e si affezionano o si appassionano alle belle storie che gli animatori, e i più grandi di loro in generale, dimostrano di vivere. Si crea un legame intergenerazionale di cura educativa! E un’occasione per gli adolescenti di mettersi in gioco, di sentirsi responsabili, di fare insieme qualcosa per gli altri. Insomma, un potenziale enorme.
Anche perché al Cre spesso ci si dimentica dell’orologio: si tratta, per chi lo vive, di una full immersion di relazioni che rivitalizza da cima a piedi chi si dona. Gli adolescenti, che sono i primi a dire: “Che sbatti!” testimoniano con il loro sorriso, con qualche litigata per le situazioni che hanno a cuore e che fanno crescere, con le ore di lavoro dedicate come extra rispetto all’orario consueto, che ne vale la pena!
Al Cre arrivano tutti: stranieri e italiani insieme, per fortuna! È lì che ci si conosce senza barriere, giocando insieme e accorgendosi che siamo diversi e che per questo stare insieme non è subito facile, ma a lungo andare è bello fare squadra, darsi degli obiettivi e raggiungerli e sentirsi fratelli su una strada che ci accomuna. E poi in quali altri contesti succede in modo libero ma allo stesso tempo intenzionale che grandi e piccoli, anziani e giovani convivano? Si schiude qui un’occasione di integrazione unica.

Qual è il fine del nostro agire? Con un versetto del Vangelo si potrebbe dire “Perché nulla vada perduto” (Gv 6,12) e cioè perché avvenga un’educazione integrale della persona, fatta di mente, corpo e spirito. Il Cre sollecita davvero queste tre sfere dell’umano, se ci crediamo e ci buttiamo in un’esperienza che assorbe energie e restituisce vita piena.
Un obiettivo alto. Ma non ci si può spendere per meno di questo. Ecco perché quest’anno c’è una proposta in più. E non vuole essere una ciliegina sulla torta, il dettaglio che mancava. Vuole essere una proposta sostanziale che parte da una serata per coinvolgere un grande gruppo intorno, quasi un paese intero.

Sono sempre più numerose e variegate le proposte serali che provano ad estendere nel tempo, nello spazio e nel coinvolgimento di persone quello che si vive di giorno. E allora cosa c’è di nuovo?
Gli animatori dell’Ufficio per la Pastorale dell’Età Evolutiva quest’anno si mettono a servizio delle comunità che lo richiederanno con una proposta nuova, che affonda le origini in quello che qualche anno fa veniva chiamato TourCre. Si tratta di qualcosa di semplice ma di esplosivo: si chiamerà “CREzy Night”!
L’ingrediente principale è l’animazione allo stato puro! Una squadra di animatori sarà quindi disponibile a preparare, negli spazi che l’oratorio accogliente ha da offrire, una animazione a tutto tondo, fatta di giochi di balli, di coinvolgimento per grandi e piccoli. Insieme a una serata, però, la carica che si trasporta è incalcolabile. Attraverso lo stile animativo crediamo che si porti un metodo, che si sta affinando di anno in anno, che è un po’ il frutto della storia dei nostri oratori e della passione che ancora oggi ad essi ci lega: accogliere l’altro, integralmente, dando valore al singolo e facendolo sentire parte di un gruppo in cui ci si diverte in modo bello, dove l’energia è catalizzata a stare bene. Un momento, un posto dove essere felici e dove crediamo che Dio ci guardi e sorrida: l’oratorio si evolve ma i cristiani hanno una marcia in più per questo, perché sanno guardare al piccolo, all’ultimo, al disperato, all’intelligente, al brillante, al timido…con lo stesso sguardo di cura. Il Vangelo si porta così: con delle mani tese, con le orecchie pronte all’ascolto, con la gioia nel cuore. E vi pare poco?
Anche perché gli strumenti li abbiamo, e sono di qualità: le canzoni del Cre sono diverse dalle più scaricate dell’estate, hanno dietro un pensiero, hanno un’origine e uno sviluppo pedagogicamente sensato. Ce ne siamo accorti? Così vale per l’uso dei corpi: c’è un modo di creare clima e familiarità, un modo di creare intesa, un modo di sentirsi uniti e poi di salutarsi che fa la differenza. Conta il valore che si dà agli uomini, piccoli o grandi che parteciperanno. Cosa aspettate? Prenotate una serata di CREzy Night!
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