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Due don si raccontano
Intervista a don Christopher e don Camillo
di Marcello Mossali

Don Christopher, giovane curato trentenne di Verdello, è cresciuto non lontano da qui, ad Urgnano. Una grande passione per i numeri, tanto da aver vinto in gioventù diversi giochi matematici e gare nazionali. È arrivato, curato novello, nella comunità di poco più di ottomila abitanti nel settembre del 2014. Ci ha spalancato le porte ed accolto con un cuore grande così.

Allora, don. Cosa ti sembra tutto questo movimento?
È bellissimo vedere il nostro paese e i nostri spazi tingersi di un colore completamente diverso dal solito. Credo che la gioia, che un momento di festa così può trasmettere, sia contagiosa per tutti, a partire dalle automobili che passano dalla statale e che incrociando le urla che provengono dall’oratorio, si voltano sorpresi e stupiti per vedere cosa sta succedendo. È un segno importante per la nostra comunità e per coloro che normalmente non sono coinvolti in attività di questo tipo, è scuramente una provocazione bella.

Cosa ti piace di SportGiovane?
L’incontro tra realtà diverse, tra oratori diversi e lo stimolo per i ragazzi nel mettersi in gioco. A SportGiovane ci sono tante offerte diverse, ognuno può trovare benissimo quella fa per lui. È chiamato solo a non stare fermo. È, sostanzialmente, una cassa di risonanza del Cre e delle sue dinamiche.

Il tuo è un Cre che vede la presenza di tanti, tra ragazzi e animatori.
Siamo alla seconda settimana, ci sono circa trecento ragazzi più ottanta adolescenti del CreAdo, il Cre apposito che impegna i ragazzi di prima e seconda superiore. In alcuni momenti gli adolescenti collaborano come aiuto animatori nei giochi; in altre circostanze vivono una serie di attività dedicate esclusivamente a loro.

Don Camillo è, invece, il parroco di Albegno che ospita giovedì 4 luglio il quinto appuntamento della rassegna. Dopo una vita passata nella parrocchia di Cene, è arrivato nella frazione di Treviolo nel 2016. Ha da poco festeggiato i quarantacinque anni di sacerdozio ed è ancora in grandissima forma!

Don Camillo, qual è il tuo segreto?
La voglia di fare e di creare! La gioia di vedere i ragazzi e le loro famiglie coinvolti e felici per quello che si fa. Vederli collaborare e mettersi a disposizione con generosità, impegnando non solo il loro tempo, ma anche le loro risorse. È quanto di più gratificante ci possa essere.

In oratorio ci sono forti segno di cambiamento, a partire dalle strutture. Quanto sono importanti gli spazi sportivi?
Abbiamo investito sulle strutture non perché sono fondamentali, ma perché sono strumenti per stimolare il coinvolgimento e la partecipazione delle persone, la voglia di esserci da parte di ragazzi e famiglie. Là dove ci sono spazi belli e accoglienti, la fantasia si ingegna anche per future iniziative. Gli spazi sono importanti in oratorio nella misura in cui offrono la possibilità di seguire i ragazzi dal punto di vista educativo, perché facilmente controllabili e perché diventa facile incontrare personalmente i ragazzi.

Due parole del tuo Cre. Avete appena cominciato?
Abbiamo iniziato il primo luglio. Duecentodieci ragazzi iscritti, quasi una quarantina di animatori adolescenti che hanno dato la disponibilità per tutto il giorno. I bambini provengono anche dalle quattro parrocchie di Treviolo. Motivo di un numero così cospicuo rispetto alla popolazione di duemila cinquecento abitanti di Albegno è che il nostro “Gioca Estate” si prolunga oltre i termini del Cre delle parrocchie vicine, per cui ci sono ragazzi che provengono da altri Cre ormai finiti, che ci raggiungono per fare una o due settimane.
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