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Formazione educatori
Il mandato del Vescovo
di Redazione Upee

Sabato 21 ha avuto luogo la prima giornata formativa per educatori degli adolescenti. Formarsi è occasione sempre più decisiva in un contesto in cui cambiano i paradigmi di Dio e dell’esperienza di fede, soprattutto se si parla di adolescenti. Ma il bello è stato che l’intervento della mattina è stato una risposta a domande che gli educatori presenti hanno sottoposto a Don Giordano Goccini, già incaricato di pastorale giovanile presso la diocesi di Reggio Emilia: in questo modo, il bisogno veniva messo di fronte alla ricchezza di una risposta competente. Don Giordano ha tratteggiato un quadro interessante: il cambiamento d’epoca è evidente “nel tempo, nello spazio, nel modo, nello scopo e nel valore” che si dà all’esperienza di fede. Questo significa che il panorama è desolato e deserto? Don Giordano risponde di no, sottolineando che dai giovani provengono stimoli importanti: il desiderio di un giovane è una forza prorompente che lo spinge a rompere gli schemi , a sentirsi protagonista di missionarietà, fraternità, a ricercare un Dio sempre più vicino. Gli adolescenti “sono stanchi di risposte preconfezionate” e il migliore modo, per una comunità cristiana, di farsi vicina a loro è “Passare dall’ansia delle strutture alla centralità della persona”, avendo anche il coraggio di “proposte di spiritualità nella pastorale degli adolescenti”. E poi lancia ai presenti una domanda: come ci formiamo noi? Che formazione dava Gesù? Tre dimensioni sono da assumere in primis da noi per poi poter essere credibili per un adolescente: “la formazione umana, la formazione spirituale e la formazione metodologica”. La giornata è stata densa di proposte, grazie anche al contributo di due psicologhe che hanno descritto in termini psico-sociologici gli adolescenti, per rendere un po’ più chiaro agli educatori cosa succede nel cervello di un adolescente. La tarda mattinata e il primo pomeriggio sono stati poi dedicati a lavori di gruppo per fasce d’età, utili ad entrare nel merito delle provocazioni. Il vescovo Francesco ha infine consegnato ai presenti un mandato, riassunto in tre parole chiave: l’invito a “stare”, a “starci” e ad “affidare” è proprio azzeccato per gli educatori, che sono chiamati a dare continuità nel tempo, a essere presenti in prima persona e a non sentirsi gli unici affidatari degli adolescenti, bensì corresponsabili insieme a un gruppo. Il prossimo appuntamento è previsto per sabato 5 ottobre, con una giornata strutturata sulla falsariga di questa, dove si porrà a tema “l’educatore in relazione”. Il termine delle iscrizioni è lunedì 30 settembre, carpe diem!
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