Articoli
SCRIVI UN ARTICOLO
Condividi anche tu i racconti di ciò che succede nel tuo oratorio.
Scrivi un articolo e invialo
all’indirizzo redazione@upee.it allegando possibilmente una fotografia in formato jpg.
Giovani all’opera
Costruttori di comunità
di Simone Pezzotta

“Attimo fuggente”: già il titolo è tutto un programma e questa volta, è il caso di dirlo, l’attimo è stato colto. Le istituzioni laiche ed ecclesiali si sono mosse: per una volta non si è trattato di chiedere ai giovani di fare qualcosa ma di partire da ciò che loro, in  primis, già si adoperano a realizzare. Sabato mattina, nello spazio del Polaresco, un convegno ha messo al centro “i giovani costruttori di comunità”. Con un obiettivo importante: in un lavoro di sintesi, far emergere le “trasversalità virtuose” che accomunano le iniziative giovanili, capaci di trasformare in meglio un pezzettino di mondo.
Sono state individuate nove esperienze virtuose, tra le quali anche il progetto YOUNG’S promosso dalla Diocesi, suddivise in tre macro aree rispetto alle loro peculiarità: abitare il territorio, cucire le distanze, immaginare comunità.

Nella prima area sono state narrate esperienze che hanno provato a cambiare i modi di convivere dentro ad un territorio, a vivere cioè la convivenza come possibilità di incontro fra diversità, che insieme condividono un progetto sulla propria comunità, come il progetto “Di casa in casa”. Realizzato grazie alla collaborazione tra diverse organizzazioni, l’idea prevede un luogo dove due o più giovani possono sperimentare un anno di co-abitazione e quindi di cura di uno spazio comune (privato o comunitario) e poi che restituiscano alcune ore della loro settimana mettendosi a servizio della comunità, praticando volontariato per alcuni progetti delle realtà locali.

La seconda area ha visto narrare esperienze che, partendo da sguardi e visioni differenti, hanno provato a ridurre il divario generazionale e a costruire una via da percorrere insieme. Tra queste, il progetto “Fratelli Maggiori” che in Val Seriana ha la funzione di tenere vivo un raccordo tra le varie associazioni e movimenti giovanili. Inoltre, crea occasioni di scambio anche con le amministrazioni comunali e cerca di sviluppare una rete che, oltre essere luogo di confronto e serbatoio di nuovi progetti, faccia da riferimento per adolescenti e giovani “borderline”.

La terza area ha messo a confronto esperienze che hanno visto i giovani protagonisti delle comunità per mantenerle sempre fertili, immaginative, aperte a nuove prospettive di futuro; esperienze che hanno offerto la possibilità di riappassionarsi alla vita del paese, come è stato per il gruppo “Noi di Villa”, nato con lo scopo di creare coesione tra i giovani e dare loro strumenti per esser cittadini consapevoli, vivendo in modo attivo il proprio territorio di Villa D’Almè.

A seguito dei lavori in gruppo sono intervenuti Maurizio Colleoni, psicologo, e Barbara Di Tommaso, consulente per la progettazione socio-educativa.
Dalle loro conclusioni emerge un chiaro invito a lasciarsi provocare da ciò che i giovani già fanno. Se non sovvertissero il sistema, i giovani non starebbero facendo il loro lavoro. I giovani sognano in grande, ed è questo il bello: quando ci credono al punto da rendere i sogni dei progetti, quando fanno dei passi concreti per realizzare qualcosa davvero.
Ecco perché nella mattinata il focus è stato posto su quelle esperienze, oggetto di accurata analisi, in cui i giovani sono stati protagonisti. Poi la domanda che scaturisce spontanea è: quali sono gli elementi che hanno reso belle, riuscite, virtuose le esperienze raccontate?
Sicuramente il protagonismo dei giovani, il fatto che loro si mettano in gioco. Metterci la faccia e non voler perdere l’occasione per avviare un processo in cui la realtà viene presa sul serio come un campo in cui c’è da lavorare perché c’è del bello che può emergere. Non ultima, ma davvero una condizione decisiva per la realizzazione dei progetti, è la presenza adulta al fianco dei giovani che con uno sguardo attento e sapiente sa accompagnarli nelle azioni di innovamento e accogliere le loro proposte senza sbarrare la strada. Riusciremo a far diventare tutto questo cultura condivisa?
Share Facebook
Share Twitter
© Upee - Ufficio Pastorale Età Evolutiva
Privacy Policy | Redazione | Upee@curia.bergamo.it | Credits