Articoli
SCRIVI UN ARTICOLO
Condividi anche tu i racconti di ciò che succede nel tuo oratorio.
Scrivi un articolo e invialo
all’indirizzo redazione@upee.it allegando possibilmente una fotografia in formato jpg.
Giovani in oratorio
L’esperienza a Verdello
di Maria Chiara Rossi

Babacar e Stefano sono due baldi giovani che quest’anno si sono impegnati in una bella avventura. Si chiama Progetto Giovani Insieme: Diocesi di Bergamo e Regione Lombardia offrono occasioni lavorative all’interno degli oratori che fanno domanda di figure giovani per portare avanti dei progetti annuali interni ai nostri oratori. Il progetto prosegue da vari anni, ma sono le storie dei giovani che lo vivono che dimostrano quanto un minimo riconoscimento dato ai giovani faccia fare un salto di qualità alle proposte attivate in oratorio.
Babacar e Stefano sono in servizio a Verdello, hanno rispettivamente 22 e 23 anni e molta voglia di raccontarsi.

Cosa vi ha spinto a scegliere di impegnarvi nel Progetto Giovani Insieme?
L’opportunità di mettersi in gioco e rendersi utili per lo sviluppo di un luogo importante per il paese, quale  è l’oratorio. Il progetto permette poi di rimanere in un posto dove abbiamo passato molto tempo fin da piccoli, che è stato importante per la nostra crescita e la nostra formazione.

Quale è il vostro compito?
Ci occupiamo principalmente della parte di oratorio relativa al cortile. Ciò significa seguire gli aspetti più legati al gioco, cercando di inserire una componente educativa in modo da poter unire il divertimento alla crescita personale dei ragazzi. Durante l’anno abbiamo organizzato i classici tornei di pingpong e calcetto, delle serate di cineforum e abbiamo in programma di realizzare pomeriggi dedicati alla cucina etnica, sfruttando l’internazionalità dei giovani che incontriamo in oratorio.

Che valore ha la presenza di un giovane in oratorio?
Il giovane può rappresentare un punto di contatto tra le diverse generazioni che quotidianamente si trovano in oratorio, mediando tra i ragazzi che con un comportamento più esuberante potrebbero avere discussioni con le persone più anziane, meno predisposte al chiasso dei vari giochi. La nostra figura diventa importante per la possibilità di riuscire a rapportarsi con tutti i gruppi e le persone che si incontrano tutti i giorni.

Quando l’oratorio è luogo di incontro delle differenze, di scambio di punti di vista?
Tutti i giorni si verificano situazioni che portano a scambi di punti di vista più o meno accesi. Ci sono molte persone che girano in oratorio, ciascuna con le proprie caratteristiche e idee: questo è il bello di vivere in un ambiente del genere. Nonostante si possa pensare che sia un luogo legato alla religione cristiana, negli ultimi anni si sta registrando un grande aumento della presenza dei ragazzi appartenenti ad altre nazionalità e religioni. L’oratorio diventa così un luogo per abbattere le barriere e creare un clima di convivenza aperta a tutti.

Trovate una parola per descrivere il vostro percorso di quest’anno.
Gruppo. In un posto del genere non si è mai da soli ma si è sempre in compagnia di ragazzi e altre persone che popolano l’oratorio. Diventa quasi automatico che si formi un gruppo abbastanza coeso in cui però devono essere presenti delle regole da seguire e rispettare, in modo da permettere una buona convivenza di tutte le persone.

C’è un desiderio che avete in cuore di realizzare o di collaborare a realizzare dentro e per il vostro oratorio?
La speranza è che l’oratorio si popoli ancora di più dato che negli ultimi anni i ragazzi vivono di meno questa realtà. Speriamo che, attraverso le varie attività e i giochi che proponiamo, si possa attrarre sempre più ragazzi che considerino l’oratorio come una “seconda casa” in cui divertirsi, ma dove possono anche confrontarsi nel momento in cui hanno dei problemi.

C’è un episodio che vi sembra bello da raccontare per testimoniare come l’oratorio sia un luogo in cui si cresce grazie alla cura dei più grandi, al loro stile educativo, all’ispirazione evangelica?
La riapertura del bar dell’oratorio, che era rimasto chiuso per un importante rinnovamento durante l’estate. I ragazzi si sono messi davvero in gioco gestendo il rinfresco, entrando così in relazione con tutta la comunità, avendo un comportamento rispettoso e capendo l’importanza della loro presenza per la riuscita dell’evento: si coglie così la differenza tra un bar qualsiasi e quello dell’oratorio, l’opportunità di costruire comunità. Hanno capito che, grazie al lavoro e al mettersi in gioco in prima persona, si possono ottenere delle grandi soddisfazioni e ricevere così il rispetto delle altre persone, venendo trattati come degli adulti e non più come bambini.
Share Facebook
Share Twitter
© Upee - Ufficio Pastorale Età Evolutiva
Privacy Policy | Redazione | Upee@curia.bergamo.it | Credits