Articoli
SCRIVI UN ARTICOLO
Condividi anche tu i racconti di ciò che succede nel tuo oratorio.
Scrivi un articolo e invialo
all’indirizzo redazione@upee.it allegando possibilmente una fotografia in formato jpg.
GMG 2018
Papa Francesco parla ai giovani
di Maria Chiara Rossi

Quest’anno la Diocesi di Bergamo invita tutti i giovani alla Veglia che si terrà il 25 maggio 2018 in occasione della peregrinatio dell’urna del santo papa bergamasco, Giovanni XXIII: il momento di preghiera ci unisce intorno all’esempio di un “gigante” della fede e crea lo slancio per vivere con gioia la nostra vocazione. Un evento straordinario che non ci fa però dimenticare della Veglia delle Palme, in cui ricorre la Giornata Mondiale della Gioventù: ciascuna parrocchia, ciascun vicariato potrà valorizzare tale data, rinviando la presenza dei giovani in Cattedrale al 25 maggio. Il cardine di questa giornata, che può davvero far sentire in unità i giovani di tutto il mondo, è il messaggio di Papa Francesco, a partire dal Vangelo: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio». (Lc 1,30)
Al Papa non mancano semplicità e audacia, quando si rivolge ai giovani: il suo messaggio, sull’esempio di Maria, è diretto ai giovani e merita di essere letto (ed è reperibile sul sito del Vaticano).

Non temete
L’invito dell’angelo a Maria diventa l’invito del Papa ai giovani: non abbiate paura! Un’esortazione che nella Bibbia compare 365 volte, quasi a dire che per ogni giorno dell’anno il Signore ci vuole liberi dalla paura. Maria è giovane e turbata: il Papa parla a tutti i giovani che si sentono come lei, dimostrando di conoscere a fondo i turbamenti che li abitano. I giovani hanno paura di non essere accettati per quello che sono, al di là delle vetrine dei social. Hanno paura di restare soli, di non trovare una sicurezza affettiva. Hanno paure concrete, come quella di non trovare un lavoro. La paura non fa sconti, né ai credenti né ai non credenti.
Per questo il Papa mette in campo una parola, per fare ordine, per darci un appiglio: il «discernimento». Significa innanzitutto identificare le paure, riconoscerle. Perché, ci dice, «l’ostacolo alla fede, più dell’incredulità, è la paura». E rilancia, perché la paura non abbia l’ultima parola, ma sia «l’occasione per compiere un atto di fede in Dio e nella vita!» Discernimento è ricerca della propria vocazione, attraverso il silenzio e la preghiera. Discernimento è affidarsi all’altro, perché ci accompagni e ci guidi. Per questo c’è la guida spirituale ma anche l’invito a creare occasioni di incontro e di fraternità nelle nostre comunità. Perché? Perché la cosa più bella che si può fare è non smettere di «sognare insieme», non perderne il gusto. Questo apre alla vita, attraverso le amicizie, attraverso la concretezza delle persone che ci fanno da compagni di viaggio nel quotidiano.

Dio chiama per nome
È questo il senso della parola vocazione: ciascuno di noi è unico, e Dio lo sa. Per questo la sua chiamata ci chiede «il coraggio di svincolarci dalla pressione omologante dei luoghi comuni perché la nostra vita sia un dono originale e irripetibile per Dio, per la Chiesa e per gli altri».

La grazia
«Hai trovato grazia presso Dio». Vale a dire: «Non dobbiamo meritare la vicinanza e l’aiuto di Dio presentando in anticipo un “curriculum d’eccellenza”», Dio c’è e ci accompagna, soprattutto nei momenti di prova e di buio, e questo ci spinge ad abbracciare con fedeltà la vocazione a cui siamo chiamati. Questo nonostante «l’inadeguatezza che accompagna anche il discepolo di Cristo fino alla fine», perché la grazia non lo abbandona.

Il coraggio nel presente
Come si fa ad avere coraggio, allora? La certezza della grazia di Dio, sempre con noi, genera la forza di avere coraggio nel presente: « Coraggio per portare avanti quello che Dio ci chiede qui e ora, in ogni ambito della nostra vita; coraggio per abbracciare la vocazione che Dio ci mostra; coraggio per vivere la nostra fede senza nasconderla o diminuirla».
Il Papa ci parla di un Dio che “afferra” i giovani così come sono, con i timori e i limiti che hanno, capace di rivelare i piani meravigliosi che ha per loro.
Per questo chiede una sola cosa: fiducia. «Voi giovani avete bisogno di sentire che qualcuno ha davvero fiducia in voi: sappiate che il Papa si fida di voi, che la Chiesa si fida di voi! E voi, fidatevi della Chiesa! Alla giovane Maria fu affidato un compito importante proprio perché era giovane. Voi giovani avete forza, attraversate una fase della vita in cui non mancano certo le energie. Impiegate questa forza e queste energie per migliorare il mondo, incominciando dalle realtà a voi più vicine. Desidero che nella Chiesa vi siano affidate responsabilità importanti, che si abbia il coraggio di lasciarvi spazio; e voi, preparatevi ad assumere queste responsabilità.». Il Papa con forza mette nelle mani dei giovani la possibilità di un futuro migliore, con speranza. Come è possibile? Senza risparmiarsi, aprendosi agli altri capaci di «un amore pieno di audacia e tutto proiettato verso il dono di sè». Accettiamo la sfida?

Share Facebook
Share Twitter
© Upee - Ufficio Pastorale Età Evolutiva
Privacy Policy | Redazione | Upee@curia.bergamo.it | Credits