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La nuova Messa della Gioia
Avvicinare i giovani alla liturgia
di Maria Chiara Rossi

È il dieci agosto. Un giorno atteso da molti per la notte che si passa a guardare le stelle. Ma per i trecento giovani bergamaschi partiti da Ortona a piedi, quello è il giorno del traguardo. Un traguardo conquistato, passo dopo passo, chilometro dopo chilometro. Camminare da soli non è come camminare in gruppo. In tanti la dinamica è diversa, ci vuole attesa, ci vuole pazienza, ci vuole disponibilità a spingere una carrozzina, a tenere per un po’ lo zaino dell’altro.
Roma, finalmente. La gioia non si misura. Lo si potrebbe dire solo guardando il volto del Vescovo che ha camminato con noi. Un volto stanco ma raggiante. I giovani, insieme ai loro sacerdoti, insieme al loro Vescovo, attraversano piazza San Pietro e entrano, felici e quasi increduli. C’è adrenalina ma c’è anche voglia di dire grazie insieme al Signore.
Come? Professando, proprio in San Pietro, la nostra fede con il Credo. E poi cantando. È un attimo, e Valerio Baggio si siede di fronte all’organo dell’altare dove stiamo pregando e si mette a suonare. Come in ogni chiesa, come ad ogni tappa, anche lì, in San Pietro, cantiamo.
“Andiamo! Dai tetti gridiamo / che Dio è Padre e ama tutti noi! / Andiamo, corriamo, a tutti / portiamo la gioia che Lui ha dato a noi!” Le nostre voci partono timide in una basilica immensa come quella, ma poi si fanno coraggio. Mai canzone è stata più azzeccata.
Il canto che abbiamo imparato strada facendo s’intitola “Andiamo, corriamo” ed è inserito in una messa che prende il nome di Messa della Gioia. Nasce da una bella storia che merita di essere raccontata. È così che Valerio, il compositore, proprio quello che ha accompagnato i giovani per tutto il pellegrinaggio, ce la racconta.
Dall’Evangelii Gaudium lo spunto di una messa giovane.
“Nel giugno del 2016, il direttore dell’Ufficio per la pastorale dell’età evolutiva della Diocesi di Bergamo, don Emanuele Poletti, mi ha proposto di comporre dei nuovi canti liturgici destinati ai giovani, che avessero come centro focale la prima esortazione apostolica “Evangelii Gaudium” di Papa Francesco promulgata il 24 novembre 2013.
Nei mesi seguenti mi sono messo al lavoro insieme al paroliere Valerio Ciprì e alla fine dell’estate una prima versione della “messa della gioia” aveva già preso forma”.

Un ritmo profano si fa ritmo dello spirito
“La proposta musicale attinge prevalentemente dal linguaggio pop: melodia e armonia sono principalmente ritmici con accenti sui tempi in levare. Questa caratteristica si contrappone a una tradizione classica europea che prevede generalmente un repertorio liturgico melodico con linee musicali cantabili appoggiate ai tempi in battere. È stata proprio l’esigenza di rivolgersi ad un’utenza giovane che ci ha convinti, pur rimanendo in ambito sacro, a seguire un linguaggio musicale più moderno.
I testi seguono il rito della liturgia: Valerio Ciprì a cui sono profondamente grato, con una sensibilità che sa unire ispirazione, fede, teologia e vissuto cristiano, ha dato forma alla preghiera con parole semplici e intense.
Le parti fisse (Gloria, Santo, Padre nostro, Agnello di Dio) non hanno subito nessun cambiamento testuale e la scommessa è stata riuscire a dare una forma musicale ‘pop’ a testi scritti senza seguire una lirica poetica. L’idea nella “Professione di fede” é che l’assemblea canti mentre il celebrante o un lettore reciti la preghiera.
Durante la fase compositiva abbiamo cercato di creare canzoni che fossero brevi e senza solisti, proprio per venire incontro alle esigenze reali delle messe”.

Uno strumento per la liturgia
“Una seconda fase del lavoro è stata la realizzazione degli arrangiamenti delle parti vocali, della registrazione del coro e degli strumenti che è durata da aprile 2017 fino a ottobre.
Il coro presenta delle armonizzazioni semplici: ho cercato di valorizzare l’impasto delle voci femminili con quelle maschili giocando spesso sull’alternanza tra uomini e donne.
Per quanto riguarda la parte armonica ho scritto degli spunti semplici per far giocare insieme pianoforte e chitarra, in modo che l’unione dei due strumenti armonici non fosse una semplice sovrapposizione delle stesse parti, ovviamente cercando di mantenere delle esecuzioni non troppo complesse. Anche l’uso delle percussioni e degli strumenti solisti utilizzati nelle registrazioni serve principalmente a dare spunti musicali ai futuri accompagnatori delle messe.
Nella terza fase che è durata da novembre 2017 a maggio 2018 si è lavorato al mixaggio, mastering e alla realizzazione degli spartiti completi e delle parti staccate in modo che fossero il più possibile precise, chiare e utili a chi ne farà uso.
La Messa della Gioia non vuole essere solo un insieme di canti da ascoltare da un cd o eseguiti da un coro, ma l’intento è il concreto utilizzo dei brani all’interno della messa suonati dal vivo e cantati dall’assemblea”.

Un’occasione e un invito
Il Cd della Messa della Gioia sarà in vendita da lunedì 22 ottobre al Centro Oratori di Bergamo. Non solo: domenica 21 presso la Chiesa di Longuelo in via Mattioli 57, a Bergamo, si terrà la Santa Messa di ringraziamento per il pellegrinaggio Ortona-Roma con inizio alle ore 18,30. Un’occasione per cantare, pregare insieme e acquistare il Cd in prevendita speciale. Un modo per rispondere all’invito di don Ugo Patti, il direttore dell’Ufficio Liturgico – sezione di musica sacra: “Mi auguro che l’invito a correre e danzare di gioia che si respira in questa musica porti a entrare nel tempio santo che è ciascuno di noi per poi fermarsi a contemplare le meraviglie di Dio che ci rende pellegrini per assaporare la gioia dell’incontro”.


Presso il Centro Oratori di Bergamo è in vendita il cd musicale, insieme alla completa partitura delle canzoni.
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