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Messa della Gioia
Un passo verso il Sinodo
di Maria Chiara Rossi

La «Messa della Gioia» è un progetto dell’Ufficio della Pastorale dell’Età Evolutiva che ha voluto produrre una messa per accompagnare il pellegrinaggio per giovani da Ortona a Roma previsto per l’agosto 2017, in vista della preghiera con il Papa per il Sinodo dei Giovani.
Da questa occasione emerge l’importanza affidata dalla Diocesi a un certo modo di fare musica e di preghiera: già dieci anni fa, nel 2007, la diocesi aveva commissionato la Messa «Seguimi e vedrai» e molti di questi canti sono rimasti in uso presso le comunità che hanno scelto di impararli.

Si può ben interpretare il passare degli anni come un cammino di crescita in campo musicale, pastorale, spirituale e liturgico. La Messa della Gioia è totalmente diversa dalla precedente, come diversi sono i giovani di oggi e il contesto in cui sono immersi.
È bellissimo vedere come questa musica voglia farsi vicina ai destinatari con una serie di attenzioni e di dettagli che sono frutto di un lavoro intenso che prosegue da più di un anno, a partire da maggio 2016. La composizione dei pezzi è avvenuta ad agosto, mentre da marzo 2017 se ne è svolta la realizzazione.

In primo luogo, gli spartiti. Differenziati per voci e strumentazione saranno completamente fruibili da chi fosse interessato, con l’attenzione a offrire una musica di medio livello che si sposi con le capacità di ogni comunità, grande o piccola che sia.
La proposta musicale e di pensiero che ci sta dietro e quindi di risultato finale si configura a partire dall’enciclica di papa Francesco «Evangelii Gaudium»: gioia è quindi la parola chiave ma anche lo spirito che ogni brano fa respirare. Un esempio semplice e diretto può venire dal canto di offertorio, dal titolo «Offrici con le Tue mani»: l’idea di fondo è che siamo noi che ci mettiamo nelle mani di Dio per essere a nostra volta offerti. Un altro esempio di immediatezza e efficacia si può scoprire nel «Credo», in cui si prevede che l’assemblea canti ripetutamente la parola «Credo» e sopra ci possano essere dei lettori, a una o più voci, che recitino la professione di fede.

È chiaro come per le parti fisse della Messa il lavoro maggiore è stato di inventiva compositiva, per brani scritti in una metrica non pensata per essere messa in musica.
La vera sfida è stata, nella produzione, coniugare bellezza e facilità di esecuzione, perché in ogni oratorio possa essere sfruttata.
Il linguaggio delle canzoni è veloce, le tracce sono brevi: il linguaggio è giovanile e al passo con i tempi.
L’esecuzione di ogni canzone è affidata a un coro, senza voci soliste, per dare l’idea di una assemblea che canta. La parte strumentale è affidata a chitarre, pianoforte e percussione, con la possibilità di aggiunta di alcuni strumenti solisti. La Messa è completa e accompagna ogni parte della celebrazione, ed è costituita da quindici tracce, a cui se ne aggiungono quattro strumentali.
I testi escono dalla penna dell’instancabile e ispirato Valerio Ciprì, mentre le musiche sono composte da Valerio Baggio.

Ogni mese saranno disponibili tre tracce preview per dare un assaggio ai più curiosi. Dopo Pasqua, invece, sarà disponibile l’intero CD con la Messa completa di partiture.
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