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Settimana vocazionale
Vangelo piccolo, messaggio grande
di Francesco Colombi

Una comunità parrocchiale, un gruppo di giovani provenienti da tutta la Diocesi e una manciata di proposte: questo poteva apparire da fuori la settimana vocazionale che si è tenuta a Zanica dal 16 al 24 febbraio. Una grande macchina che si è mossa con lo scopo di suscitare riflessioni, dare spunti, provocare domande sul tema della vocazione. Davanti a questo grande movimento c’era una comunità intera, tranquilla, con le sue abitudini, con i suoi ritmi; una parrocchia viva e desiderosa di cose nuove.
Il panorama è stato quello di una carrellata di eventi che si sono susseguiti ininterrottamente per una settimana. Dopo alcuni giorni di convocazione porta a porta  per  consegnare il Vangelo e l’invito ai momenti organizzati, ha avuto inizio la missione vera e propria. Questa era costituita da un gruppo di giovani provenienti da esperienze lavorative, scolastiche e vocazionali diverse; ad accomunarli vi era il desiderio di adoperarsi in una concreta testimonianza di fede. Con l’aiuto di sacerdoti e religiose, hanno pensato e dato vita alle numerose attività vocazionali: le  catechesi serali e la veglia diocesana per le vocazioni presieduta dal nostro vescovo Francesco, le adorazioni eucaristiche a fasce d’età, la visita agli ammalati con la possibilità di ricevere la comunione nelle case, una giornata penitenziale con la possibilità di accostarsi al sacramento della riconciliazione; al mattino la preghiera per adolescenti, elementari e medie prima di scuola. Tutto questo grande progetto si è concluso con il mandato alla comunità di Zanica alla quale  è stato donato l’invito a continuare con slancio la missione nelle attività ordinarie. 

Questa proposta prende significato all’interno della chiesa di Bergamo come segno tangibile della volontà di molti giovani di portare la loro testimonianza di fede alle persone che incontrano, nelle comunità in cui vivono e nelle realtà in cui studiano e lavorano. Emerge in maniera sorprendente come ancora tanti ragazzi si interpellino e si lascino interpellare da queste proposte e come una testimonianza concreta fatta di incontri, di ascolto e di condivisione diventi il luogo in cui crescere e rinsaldare le propria fede. Zanica ha avuto la possibilità di ospitare questo nucleo di persone che in maniera gioiosa ha portato la freschezza di un messaggio che per qualcuno sembra essere un argomento antico, fuori dal nostro tempo, lontano dai bisogni o, per varie delusioni, fuori dall’interesse dei più giovani. Il tema della vocazione è invece molto attuale, molto discusso e, più che un tempo, frenato a volte da paure, perplessità e insicurezze. I giovani impegnati hanno portato una ventata di bellezza, testimoniando come la vocazione riguardi da vicino ciascuno di noi e come sia l’unico accesso ad una vera felicità. L’incipit di questa settimana è proprio stato dettato da tre precise dinamiche che Dio mostra agli uomini nella vocazione: Lui c’è, Lui ci vuole bene, Lui vuole la nostra felicità.   

Come vedere l’Invisibile in tutto questo? L’Invisibile si mostra negli incontri con le persone. L’Invisibile abita il cuore di ognuno, anche dietro apparenze diverse, anche dietro a storie travagliate anche dietro a grandi delusioni. Il desiderio di essere di Dio abita il cuore dell’uomo anche oggi, anche in questo tempo così fragile, anche nella vicenda di chi Dio lo esclude dalla sua vita. Vedere una missione animata da giovani ribalta totalmente il punto di vista attuale e sottolinea l’energia e la forza che il messaggio evangelico suscita nel cuore delle nuove generazioni.
Lo Spirito soffia un vento invisibile: non possiamo rinunciare però a respirarlo e ad annunciarlo! Così ha senso passare di casa in casa, andare da tutti anche da chi forse non verrà. Incontrare e lasciarsi incontrare da chi nella vita vuole un di più, da chi non solo vuole sopravvivere ma vuole condividere, da chi non vuole solo consumare ma vuole consumarsi per Lui.
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