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SportGiovane
Penultima tappa a San Giovanni Bianco
di Marcello Mossali

C’era una volta (e c’è ancora) in Val Brembana una bella comunità, un paese collocato in una posizione strategica, alla confluenza tra il Brembo e l’Enna, con una fisionomia caratteristica e inconfondibile: strette strade, lunghi porticati, gli antichi ponti e le vecchie case allineate in fregio ai corsi d’acqua. Questa è San Giovanni Bianco, poco meno di cinquemila abitanti. La provinciale che porta in alta valle passa dinnanzi alla chiesa parrocchiale, innalzata nell’ottocento sul precedente edificio di epoca medievale. La Sacra Spina è una reliquia conservata e venerata al suo interno, che la tradizione vuole sia appartenuta alla corona di spine di Gesù. Quando il giorno dell’Annunciazione, il 25 marzo, coincide con il Venerdì Santo e la Chiesa celebra nello stesso giorno l’inizio e la fine dell’esperienza terrena di Gesù, si verificano sulla Sacra Spina di San Giovanni Bianco fenomeni inspiegabili: nel 2016 sarebbero spuntate delle piccole gemme e la spina si sarebbe colorata di rosso vermiglio. Il paese è diviso in una ventina di frazioni più o meno consistenti, distribuite in un’ampia conca delimitata dal massiccio del Cancervo, dal Ronco e dal Sornadello, montagne che sono meta abituale di escursionisti, non troppo impegnative e piacevoli per la varietà del paesaggio.
Il suo nome sembra derivare dal “bianco” delle stratificazioni calcareedi cui si caratterizza parte del territorio. Nella frazione di Oneta esiste la famosa “Casa di Arlecchino” abitata a suo tempo dal “Ganassa”, uno dei più celebri attori della commedia dell’arte, che diede vita alla famosissima maschera bergamasca di Arlecchino.

Il calendario dice martedì 10 luglio, c’è lo SportGiovane che interessa gli spazi dell’oratorio e via Pozzolo, fino alla vecchia stazione dei pullman. Via le maschere! Si gioca e ci si guarda negli occhi. Si sfidano a suon di colpi, schiacciate, tiri e derapate i Cre di San Pellegrino, Ubiale Clanezzo, Camerata Cornello, Val Taleggio, Alta Val Brembana e i duecentocinquanta bambini e animatori di San Giovanni Bianco. Gli archivi storici della manifestazione dicono che eravamo stati qui undici anni fa, nel 2007. Un gradito ritorno: l’oratorio non è cambiato, il parroco –don Diego Ongaro- è arrivato nel 2014 e ha un desiderio grande: la totale ristrutturazione dell’oratorio. Facciamo tutti il tifo! I campi di mini volley sono terra di conquista dei padroni di casa, mentre l’Alta Valle furoreggia nei due border di calcio. L’animatore è scappato e non sta arbitrando alla palla punto? Nessun problema. Interviene un bambino di quinta elementare, avete capito bene. Ha dieci anni, si chiama Filippo ed è dell’oratorio di San Pellegrino. Lo osserviamo stupefatti da lontano. Prende in mano la situazione al mattino ed arbitra le sfide tra i bimbi più piccoli. Sei il nostro piccolo-grande eroe, Filippo! Un cuore grande e un forte senso di responsabilità. Oltre ad avere un futuro assicurato come animatore. Il team di animazione della diocesi non fa mancare un po’ di carica dal palco: Olmo, Branzi, Camerata, San Giovanni e San Pellegrino si contendono la palma delle coreografie più spettacolari. I ragazzi di Ubiale impazzano alle piste di biglie, mentre ai giochi di legno c’è qualche bel talento di Vedeseta che la fa da padrone alla dama.
Le nuvole ci accompagnano e sono un toccasana, dopotutto il meteo ci ha assistito alla grande in tutti gli appuntamenti. Di tanto in tanto passano per le aree gioco compagnie di ciclisti amatoriali che percorrono in gruppo la meravigliosa ciclo-pedonale: dal piazzale del mercato di Zogno attraversa tutti i principali centri della valle ed arriva fino a Piazza Brembana. Una trentina di chilometri, la maggior parte in zone boschive, che seguono l’antica ferrovia e danno la possibilità di ammirare ancora oggi le vecchie stazioni. Insomma, siamo in una terra meravigliosa e ricca di bellezze per grandi e piccini. Ringraziamo di cuore don Diego e tutti i volontari dell’oratorio per l’ospitalità! Siamo pronti e carichi per l’ultima tappa.
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