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SportGiovane
Si chiude l'estate 2018 in Val di Scalve
di Marcello Mossali

I ragazzi delle valli sono belli, atletici, simpatici e soprattutto… puntuali! Ore 9,37. Degli otto Cre iscritti all’appuntamento, manca solo Solto Collina che, oggettivamente, ha un po’ di strada da fare. Vilminore, Colere, Schilpario, Cerete, Valbondione, Bossico, Sovere e la Val del Riso. Carichi, motivati e pronti a chiudere alla grande SportGiovane 2018.
Mano, mano, fianco, fianco, urla “Yes”! Quando inizio a scrivere il pezzo le casse della regia pompano forte “RePlug&Play” del lontano 2010, serve un po’ di esercizio fisico per prepararsi ed allenare muscoli e reattività. A mezzo metro dal tavolo ci stanno alcuni bimbetti della Val del Riso che cercano disperatamente di tenere il ritmo delle danze. Fanno fatica ma ce la mettono proprio tutta e sono bellissimi mentre quegli strani grugniti sulle faccette disegnano emozioni ed aspettative della giornata. La posizione del palco è semplicemente fantastica: siamo ai piedi della scalinata della Chiesa arcipresbiterale Santa Maria Assunta e San Pietro, che risale al XVII secolo e fu edificata dai maestri Comacini. Un’arena improvvisata che vede lunghe file colorate di bambini disporsi su ciascuno dei ventuno gradini, davanti al portale ligneo d’ingresso.

Il centro storico si accende in maniera insolita: l’antico Palazzo Pretorio di fine trecento, che oggi ospita la locale Comunità Montana, guarda rimbalzare di fronte a sé le palle del mini volley. Le aree gioco passano per gli spazi dell’oratorio dietro la parrocchia, via Arciprete Acerbis per arrivare fino al piazzale delle scuole elementari e medie Antonio Locatelli. L’area pedonale è limitata a sud da Piazza della Giustizia e relativa via Arciprete Figura, con tutte le case arroccate l’una accanto all’altra che osservano il via vai rumoroso e suggestivo dei Cre partecipanti. Quasi mille bambini e adolescenti, praticamente raddoppiata la popolazione del centro di riferimento della Val di Scalve.

Don Angelo, l’arciprete, conosce bene la manifestazione perché oltre ad esserne sempre stato un assiduo frequentatore, l’ha ospitata da curato a Torre Boldone qualche anno fa. Da perfetto padrone ha aperto le porte di casa alla squadra dei montatori CSI durante la notte. Dopotutto, i sessanta chilometri da Bergamo e l’ora e mezza di strada non si prestano all’andata/ritorno giornaliero. I derby tra Bossico e Sovere infiammano i campi e la gabbia del calcio, ancora una volta montata con dovizia e cura da nonno Antonio, nipote Emanuele e Angelo, tre volontari del CSI, tre angeli nel vero senso della parola. Hanno macinato strada, fatica, ore sotto il sole, per montare e smontare la mitica gabbia del calcio in ogni dove. Certo, questa volta li abbiamo proprio portati ai confini della Diocesi e della provincia.

Bambini e animatori della Val del Riso si scatenano nei balli sulle hit del momento. Il Cre di Cerete si mostra particolarmente sagace nei giochi di legno: la dama si colora di bianconero, che ultimamente va tanto di moda. Battuta che non sfuggirà ai cuori nerazzurri tra il comitato e la valle, roccaforte del tifo atalantino. La Papu Dance infiamma gli animi locali. Il gioco di squadra è il punto forte dei ragazzi di Colere, Vilminore e Schilpario: tre comunità, un unico grande Cre! Le animatrici di Solto Collina che arbitrano palla paracadute e palla punto sono brave, attente e disponibili: don Lorenzo dev’esserne orgoglioso. Qualche furbacchione sottopone indovinelli per raccattare anelli ai bimbi degli altri Cre. Fermati e sanzionati, così non si può giocare: serve sportività! Mentre nei cieli scorrazza il drone di don Antonio di Colere -chissà che filmati spettacolari- tutti alziamo il naso all’insù per salutare in mondovisione mamma e papà. Ci stiamo davvero divertendo. Le campane suonano e il clima è magnifico. Abbiamo finito anche quest’anno e la soddisfazione è enorme. All’altro pezzo della pagina rimandiamo saluti e ringraziamenti. Sentiti e doverosi. Un abbraccio grande che stringe tutte le facce e le mani che abbiamo incrociato nei sette appuntamenti. Siete stati speciali e meravigliosi. SportGiovane chiude e va in vacanza: arrivederci a tutti!

Una squadra compatta e operativa a servizio di un grande progetto
La tradizione impone di diritto che l’ultimo pezzo della stagione sia dedicato all’esuberante squadra che si cela dietro SportGiovane. Un lavoro prezioso, fondamentale nella cura degli aspetti tecnici e logistici delle giornate di gioco. Un percorso che parte da lontano ed impegna Marcello e Roberto nei diversi sopralluoghi logistici che caratterizzano i mesi di aprile e maggio. La disponibilità ad ospitare ed accogliere la manifestazione diventa strategia, condivisione, organizzazione e allestimento.

La giornata di montaggio che precede l’evento deve spedire in modo ordinato e preciso: il lavoro a tavolino con tutte le forze in campo permette di sviscerare ogni requisito tecnico di base. Ecco il segreto per gestire al meglio la presenza e la partecipazione tanto elevata dei bambini. Anche quest’anno abbiamo sforato il muro delle quindicimila presenze complessive, circa ottanta oratori e Cre hanno condiviso il calendario dell’edizione 2018. Grazie di cuore a voi, don, coordinatori, animatori e bambini che avete scelto di esserci e siete stati gli indiscussi protagonisti! SportGiovane vuole essere una famiglia allargata: speriamo che vi siate divertiti e che sia stata un’occasione bella e spensierata per condividere e raccontare la storia del vostro Cre.

Un ringraziamento per tutte le amministrazioni comunali che ci hanno dedicato spazi pubblici, tempo e hanno mostrato grande disponibilità verso la manifestazione. Il timore iniziale nella gestione dei numeri ha fatto spazio alla soddisfazione e all’ammirazione per aver accolto tutta quella moltitudine giovanile. Sindaci, assessori, forze dell’ordine: ogni cosa è filata via liscio anche per merito vostro.
Non dimentichiamo i volontari dell’ambulanza, Protezione Civile e i Gruppi Alpini che ci hanno assistito e dato una mano: il tutto si è sempre mantenuto nella normalità dell’attività sportiva.

Ma dicevamo all’inizio: SportGiovane nasce dalle mani e dalla testa degli animatori diocesani e dei montatori Csi. Un grazie sentito ad Alessandra, Deborah, Viola, Laura e Michele. Un mix esplosivo tra storici e new entry, una sinergia da squadra vera che è stato elemento trascinante lungo le giornate. L’affiatamento è stato speciale fin da subito, ed è risultato contagioso per tutti i Cre che sono arrivati. Uno stile, una carica e una simpatia speciali!
E poi ci sta il popolo delle transenne. Ma non solo. Delle transenne, dei tappeti, dei gonfiabili, dei motori, delle casse, dei bancali. Tommy, Evans, Azzo, Leti, Conch, Federico, Nicola, Buenas, Albi e Chiarinz. Non stanno antipatici alle madri, sono i nomi di battaglia. Oltre ad essere giovani aitanti per la gioia di mamme e animatrici, hanno lavorato sodo per un mese, tenendo ritmi elevati di lavoro. Senza le vostre braccia e la vostra presenza puntuale in caso
di necessità non avremmo fatto nulla. Grazie a don Emanuele dell’Upee e Leonio Callioni, presidente del CSI. La carta bianca che ci consegnano è sempre un gradito attestato di fiducia e riconoscenza: la stessa che vi giriamo a nostra volta perché non smettete di credere e sostenere SportGiovane.

Un saluto a tutti quanti ci hanno seguito dal vivo o attraverso le pagine dell’inserto. E un arrivederci alla prossima estate!

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