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SportGiovane
Un grazie alla squadra dei montatori
di Marcello Mossali

Un vecchio proverbio dice che gli ultimi saranno i primi. Ad essere ringraziati. Perché, di fatto, se l’animazione è il cuore di SportGiovane e la musica accompagna ogni momento significativo della manifestazione, la manovalanza che sistema ed allestisce le diverse aree gioco è fondamentale. Avete mai provato ad aprire o chiudere un gonfiabile? Oppure a scaricare una cassa con tutti i motori? Vi assicuro che non è un lavoro leggero, ed è per questo che –ad inizio tour- Roberto, il responsabile, inizia l’opera di reclutamento della squadra, stile marina militare. Scherzi a parte, i gracilini non sono proprio consigliati. La stazza media è notevole, il peso non è piuma, le braccia sono forti e generose. Tommy, ventotto anni è il veterano. Nella vita di tutti i giorni è giocatore e istruttore di pallanuoto. Federico è un’altra presenza storica del team: giocatore di basket fino allo scorso anno, ha ventinove anni ed organizza eventi sportivi. Alberto, Alessandro, Luca e Daniele sono tutti studenti universitari che fanno sport per hobby. Incrociati per amicizie comuni, sono stati incastrati con la classica scusa che avrebbero girato il mondo. Si sono affezionati ai bambini di SportGiovane e non ci hanno più lasciato. Stefano è addirittura un pilota di linea: la statura lo rende un perfetto marcatore e centro boa di pallanuoto. Silvano ama la montagna ed è un alpinista esperto. Certo, c’è la piramide di arrampicata tra i gonfiabili. Primo step per affidarsi a lui nelle salite più impegnative che vengono dopo. E, infine, Roberto. Che è in primis papà di due bambini e nei mesi di campionato staziona presso la segreteria del comitato provinciale di Bergamo.

Questi ragazzi entrano in gioco con l’allestimento e il montaggio delle strutture il giorno antecedente l’evento. Si accompagnano al consueto bilico di tredici metri, che trasporta tutti i bancali e le attrezzature: il lavoro comincia alle nove del mattino per concludersi nel primo pomeriggio. Transenne, striscioni, palco, gofiabili, porticine, reti. Non soltanto il patrimonio tecnico di SportGiovane. In realtà i confini che delineano l’esperienza ludica dei tanti Cre durante l’estate. Sono una delle anime indispensabili della manifestazione. E altrettanta gratitudine va espressa nei confronti di don Emanuele, direttore diocesano della pastorale giovanile, Leonio Callioni, presidente del Csi di Bergamo e Vittorio Bosio, presidente nazionale del Csi. La sinergia sviluppata nel corso degli anni tra il mondo degli oratori e il comitato, come ben espresso nell’editoriale dello stesso Leonio la scorsa settimana, testimonia l’alleanza di progetti e prospettive che fa di Upee e Csi due partner attenti all’educazione umana, sportiva e spirituale delle giovani generazioni. Non si porta avanti un evento lungo diciannove anni se, di base, non ci fosse tanta forza di volontà, una sana follia e la perfetta condivisione tra le parti. Infine ringraziamo tutti gli oratori e i Cre che hanno scelto di giocare insieme a noi anche quest’anno. Sono stati tantissimi e hanno movimentato e colorato borghi e piazze bergamasche in modo unico. L’abbraccio virtuale si unisce all’augurio che, oltre al divertimento, il tempo speso insieme a SportGiovane sia stato bello e significativo. Per grandi e piccini. Dopotutto, l’ultima immagine dell’animatore adolescente che dà la mano alla bimba per accompagnarla lungo la strada in salita e raggiungere il pullman in piazza, è insieme la sintesi e la chiusura perfetta. Mica è un addio. Solo un arrivederci.
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