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Testimone di vita
Un esempio di impegno civile
di Redazione Upee

Mezzoldo fa rima con… testimonianza.  Ogni anno, durante il corso residenziale presso il Rifugio Madonna delle Nevi, finalizzato alla formazione di animatori di oratorio motivati a spendersi nelle loro comunità e inviati dai loro sacerdoti, qualcuno sale a farci visita.
In continuità con il personaggio che ci ha fatto da faro, da luce forte e generosa durante il momento della spiritualità della mattina, Aldo Moro, il testimone è stato volutamente scelto dal mondo della politica e dell’impegno civile.
È venuto a trovarci Davide Casati, il giovane sindaco di Scanzorosciate, di trentatré anni.

Una storia bella, la sua, anche perché racconta di come si possa crescere e maturare all’interno dell’ambiente dell’oratorio, per poi decidere di spendersi al di fuori, a livello civile, nell’amministrazione comunale. Davide è la testimonianza di questo: l’oratorio racchiude valori e ideali che possono avere conseguenze concrete.
Con Davide è possibile anche dare una definizione del termine “politica” senza che nessuno storca il naso: “Politica è fare delle scelte, politica è creare comunità, è sapere che quando scelgo scelgo per tutti, non solo per chi mi ha votato. Politica è assumersi una responsabilità, con le risorse che la comunità ha. Politica è metterci la faccia. Politica è onestà, è scegliere e poi avere il coraggio di guardare negli occhi i concittadini. Politica è spendersi per migliorare qualcosa, concretamente”.

Il giovane sindaco ha studiato economia, ma crescendo ha capito che spendersi in Comune, prima come giovane in una associazione, poi nell’amministrazione, e infine come primo cittadino lo rende felice, si sente realizzato come uomo.
La forza delle sue parole si mescola con la chiarezza degli esempi che ci fa: la politica è tale se si misura con scelte concrete e con i problemi anche più difficili.
Ogni scelta può creare consenso, ma attira sempre delle critiche.

È bellissimo capire come essere sindaco significa innanzitutto incontrare le persone e porsi in ascolto, rendersi conto dei bisogni reali. Solo dopo questa prima fase di analisi si può immaginare una soluzione, con degli obiettivi a breve o a lungo termine, a partire dalle risorse a disposizione. Come punto fermo restano sempre le premesse, i valori in cui uno crede. Lavorare significa sporcarsi le mani ogni giorno con il fango, cercando di essere fedeli a dei valori, in un’opera continua di mediazione e di compromesso che non li tradisca. La cura che si pone nel processo accresce il valore del prodotto. Negli esempi che il testimone fa è interessante ritrovare tutti i punti del metodo della progettazione che i corsisti imparano a Mezzoldo: non c’era modo migliore per convincerci che per fare e fare bene occorre prima pensare con criterio, passaggio dopo passaggio.
Le questioni concrete, la vicinanza e l’aiuto ai disabili e alle loro famiglie, la presenza dei migranti sul territorio, la possibilità di un nuovo supermercato in centro: sono queste le occasioni, piccole o grandi non importa, da prendere sul serio e da non banalizzare.

Davide Casati conclude con un invito ai giovani: “I giovani possono dare di più. Abbiamo una formazione e una cultura che ce lo consente. L’importante è avere un fuoco dentro, che non si spegne. E ovunque tu voglia spenderti: fallo, ma fallo con il sorriso!”
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