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"Ci ha donato un luogo prezioso”
Verdello
“Semplicemente un modo bello di ricordare chi ha scelto di dedicarsi ai giovani per primo nella modalità dell’oratorio inventando un’idea di stare insieme completamente nuova”: definiscono la festa di San Giovanni Bosco i volontari dell’oratorio di Verdello. Una tradizione per ricordare un dono prezioso ereditato dalla grande sensibilità di don Bosco in grado di comprendere le esigenze dei giovani del proprio tempo.
“È giusto rendere omaggio a San Giovanni Bosco ed è giusto che i bambini e i ragazzi conoscano la sua storia e sappiano perché è così importante per gli oratori. –spiega una volontaria- Mi colpisce sempre che i genitori non conoscano per nulla la storia, nonostante la si racconti ogni anno. Questo rende ancora più importante il nostro ricordare San Giovanni Bosco, sia per quello che è stato lui, sia per l’oratorio, ma soprattutto per mostrare ai ragazzi quanto sia importante impegnarsi per gli altri. Si può dare vita a qualcosa di completamente nuovo che supera il logorio del tempo rinnovandosi ancora oggi”.
L’oratorio di Verdello ha una settimana ricca di impegni e appuntamenti per tutte le fasce d’età per festeggiare don Bosco. Le attività sono state pensate e organizzate per appronfidire tutti i valori fondamentali dell’oratorio dal gioco ai momenti per stare insieme fino alle occasioni per riflettere su tematiche care ai giovani. Ad aprire la settimana di festeggiamenti è stata la messa celebrata con don Fabio Pesenti, vicedirettore del seminario minore di Bergamo, seguita da un incontro su San Giovanni Bosco e il pattinaggio per gli adolescenti. Nei giorni scorsi sono state numerose le attività pensate per stare insieme con semplicità mentre stasera, grazie all’incontro con don Paolo Carrara, si approfondirà la tematica del rapporto dei giovani con la Chiesa. A concludere la settimana, sarà la festa di domenica con la processione della statua di don Bosco.
“L’oratorio è importante perché è il punto di incontro di tante realtà diverse –prosegue la volontaria- non è importante solo per la catechesi o per i bambini. Sono le famiglie le vere protagoniste dell’oratorio perché loro lo possono vivere a pieno. Sia nel ruolo di genitori dei bambini che vanno a catechismo o alle attività sportive o ricreative, sia per chi si impegna come barista, allenatore, catechista, animatore. È un luogo di incontro importante che viene dato per scontato, ma che, invece, andrebbe valorizzato e fatto crescere nello spirito vero di una comunità”.
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