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Fare oratorio dove non c’è
Rieti
Cosa significa fare oratorio? Vi siete mai posti questa domanda? L’attenzione di noi bergamaschi è stata sicuramente catturata dal verbo “fare” e se accanto si trova la parola “oratorio”, tutti ci sentiamo in qualche modo interpellati. Gli oratori sono una ricchezza inestimabile per i fedeli bergamaschi e questi luoghi giocano ruoli diversi a seconda della zona che essi abitano. Che realtà incontriamo, però, se volgiamo lo sguardo al di fuori del nostro oratorio e della nostra diocesi?

In alcune zone d’Italia avere un oratorio è tutt’altro che scontato come spiega don Luca Scolari, direttore della pastorale giovanile della diocesi di Rieti: “Fare oratorio qui significa cercare di creare un luogo educativo e formativo che si prenda cura dei più giovani. L’intento è quello di creare un punto di incontro tra generazioni e di coinvolgimento con le altre risorse presenti sul territorio”. Nella diocesi di Rieti l’oratorio gioca un ruolo importante dal punto di vista aggregativo soprattutto nelle piccole parrocchie. La coesione diventa un ingrediente fondamentale nelle zone più periferiche, mentre in città si cura anche la dimensione più formativa. “Le parrocchie sono la base di un sistema capillare che riesce a giungere in ogni zona della diocesi –prosegue don Luca- l’oratorio è una realtà importante perché riesce a dare il proprio supporto anche alle famiglie”.

All’interno di questi ambienti il sacerdote diventa un punto di riferimento irrinunciabile ed è chiamato ad occuparsi dalla formazione e del coinvolgimento dei volontari. La loro presenza e il loro impegno sono pilastri fondamentali per portare avanti il progetto. “Spesso la fatica più grande –racconta don Luca- è trovare delle persone disposte a formare i ragazzi. Delle volte si riscontra anche una povertà di spazi adeguati e, quindi, l’attività oratoriana fatica a trovare continuità oltre il periodo estivo”. Anche per questi motivi la figura del sacerdote assume maggior peso. Dalla sua presenza dipendono molte iniziative sia durante l’estate che per il resto dell’anno.

Oltre alle fatiche, vi sono anche dei punti di forza da non sottovalutare. L’oratorio a Rieti è luogo in cui l’accoglienza e la crescita della comunità si trovano al centro dell’intento comune di creare una casa per tutti. “Queste realtà permettono di mettere in campo percorsi e progetti che si prendano cura dei giovani. Per gli adolescenti rappresenta un’alternativa preziosa ad altre attività aggregative caratterizzate dalla debolezza umana”. Il tentativo di creare l’oratorio dove tradizionalmente non c’è, è un’intuizione che sembra ricalcare le orme di don Bosco dall’accoglienza delle giovani generazioni fino alla loro formazione. Che sia a Bergamo o a Rieti, un oratorio parla sempre il linguaggio internazionale della cura.
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