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Primo: accogliere
Ranica
Accoglienza: basterebbe questa parola per descrivere l’oratorio di Ranica nel periodo d’avvento. E’ quello che traspare dalle parole di Andrea, un giovane volontario, che ha vissuto questo cammino verso il Natale nel suo oratorio.
“È davvero molto bello quando il Natale arriva in oratorio. –racconta Andrea – Durante l’avvento vengono programmate molte attività per aiutare i ragazzi, gli adolescenti e i giovani a calarsi nel clima natalizio. I bambini e i ragazzi del catechismo, dalla seconda elementare alla seconda media, vengono coinvolti in quattro incontri che si svolgono la mattina presto nella chiesa dell’oratorio. I ragazzi si trovano alle 7 circa, il parroco legge e commenta un brano del Vangelo d’avvento e poi consegna a tutti un oggetto, simbolo di un piccolo gesto da portare avanti nel corso della settimana che segue. È un gesto semplice che, però, aiuta i ragazzi a vivere bene il tempo d’avvento. Concluso il momento di preghiera, si condivide insieme la colazione al bar dell’oratorio”.
“Una formula  simile è utilizzata anche con gli adolescenti che, al termine dell’incontro di catechesi, pregano insieme. Per i giovani, invece, il cammino è un po’ diverso dato che c’è un unico ritrovo. L’incontro si chiama ‘I quattro passi del Natale’ perché i giovani sono chiamati a svolgere un percorso itinerante a tappe sconosciute nella bergamasca. Quest’anno, ad esempio, una delle tappe è stata svolta facendo visita a uno scultore a Bonate Sopra, mentre la tappa successiva è stata la chiesa romanica San Tomè ad Almenno San Bartolomeo. Al termine del percorso, siamo tornati in oratorio e abbiamo cenato tutti insieme”.
Informalità e preghiera sono ingredienti essenziali per l’oratorio di Ranica che coltiva ogni momento con cura. “Il percorso d’avvento del nostro oratorio –spiega Andrea- è bello perché permette a tutti, indipendentemente dall’età, di staccarsi dal caos quotidiano e di dedicare un po’ di tempo al Signore soprattutto in un periodo così importante come l’avvento”.

A dar luce ai momenti speciali sono anche le varie tradizioni molto sentite a Ranica.
“Una tradizione che va avanti da moltissimo tempo –racconta Andrea-  è quella dello scambio di auguri. Dopo la messa di mezzanotte, ci si ritrova tutti insieme sul sagrato e, tra una fetta di pandoro e l’altra, ci scambiamo gli auguri di un sereno Natale. Oltre a ciò, nel nostro oratorio c’è anche il corso presepi. I bambini, insieme alle loro famiglie e aiutati da due maestri d’arte, imparano a costruire con le proprie mani e a progettare i vari elementi del presepe. È bello vedere che, una volta apprese le tecniche, i bambini riescano a dar vita alla loro idea. Un incontro che speriamo diventi tradizione è, invece, la consegna delle lettere dei bambini a Santa Lucia nella chiesa a lei dedicata della nostra parrocchia”.
Andrea prosegue il suo racconto ricordando ciò in cui veniva coinvolto da bambino: “Un bel ricordo che conserverò sempre del mio oratorio nel periodo d’avvento è quello delle preghiere mattutine. Anche se mi alzavo presto per andare in oratorio, ricordo che era bello trovarsi insieme prima di andare a scuola, far colazione e giocare insieme in quel clima di festa. Ancora più bello è stato riproporlo agli adolescenti che seguo durante l’anno per trasmettere le emozioni che ho provato”.
Un modo bello e significativo di vivere l’oratorio durante l’avvento che aiuta la comunità a percorrere insieme il cammino e di prepararsi bene al Natale. “Ciò che cambia dell’oratorio durante l’avvento, non è tanto l’estetica, ma è l’atmosfera che diventa ancora più accogliente e sembra invitare i ragazzi a entrare, a stare al caldo al bar e giocare insieme. L’oratorio nel periodo natalizio è bello perché è un posto caldo e accogliente dove ripararsi dal freddo dell’inverno”.
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