Formarsi per il servizio ai giovani e negli oratori

L’équipe PGBG ha vissuto due giorni di formazione in vista dei prossimi impegni

Nel primo weekend di marzo, l’équipe a servizio della pastorale giovanile diocesana ha vissuto due giorni di formazione in vista dei prossimi impegni. Questa è la testimonianza di uno dei 24 giovani che è stato chiamato per mettersi al servizio degli oratori e dei giovani della diocesi di Bergamo. 

Può succedere di essere chiamato a dare una mano per le attività della pastorale giovanile. Può succedere di non essere solo, ma dentro un gruppo di venti giovani. Può succedere che tra le varie attività in cui siamo coinvolti ci siano momenti di animazione e di intrattenimento. Può succedere che questo aspetto non sia proprio il tuo forte. Mescoliamo tutti questi ingredienti e può succedere di vivere un weekend di formazione nel quale provare a mettersi in gioco!

Il menu è stato ricco: l’antipasto ha previsto una mattinata sulla neve in compagnia di Mauro Bernardi, che già abbiamo conosciuto nella testimonianza durante la GMG diocesana a novembre. Dopo un incidente che lo ha portato alla perdita dell’uso delle gambe, Mauro non si è rassegnato e con la sua EnjoySki insegna a sciare a ragazzi e ragazze con disabilità superando ogni ostacolo. Proprio la testimonianza di due suoi allievi, Giovanni e Lisa, con il racconto delle loro storie, ha reso ancora più significative le ore passate sul monte Pora, tra chi sciava e chi ciaspolava, culminate nel pranzo condiviso insieme. 

Il primo piatto proposto dalla casa è stato un momento di formazione sull’animazione guidata da Giampiero Sciuto, responsabile provinciale e formatore del famoso gioco a quiz “Il Cervellone”, che con la sua simpatia ha provato a fornirci gli strumenti essenziali per una buona animazione, a partire dall’uso della voce e del corpo. Ci siamo divertiti a mettere in scena insieme alcune situazioni tipo che durante l’anno viviamo come animatori della pastorale giovanile.

Il secondo piatto e il contorno vanno insieme e riempiono la nostra esperienza di senso: sono la preghiera e la fraternità, che ci ricordano due aspetti fondamentali. Da un lato nessuno di noi è qui per bravura personale, ma perché chiamato a dare una mano per raggiungere sempre più ragazzi e ragazze ai quali annunciare, attraverso anche il divertimento e l’animazione, la vicinanza di Dio nella loro vita; dall’altro non siamo animatori che agiscono da soli, ma sempre dentro un gruppo. Concretamente nel nostro weekend abbiamo avuto un momento di preghiera personale e la celebrazione condivisa dell’Eucarestia, al termine di tutte le attività, proprio per dire che tutto ciò che viviamo ci porta davanti al Signore. La fraternità ha “condito” ogni momento, in particolare i momenti dei pasti nei quali ci siamo sfidati a proporre il menu migliore. 

Cosa portiamo a casa dunque da questi due giorni? Tre cose: l’esempio di Mauro ci ricorda la necessità di vivere in pienezza qualsiasi sia la condizione che viviamo, la proposta di Giampiero ci insegna che per essere bravi animatori non basta il sorriso, ma serve anche formarsi in quelle piccolezze che alla fine fanno la differenza, e, infine, lo stile della fraternità vissuta ci offre lo slancio per ripartire verso le proposte che ci aspettano con entusiasmo. Tre guadagni importanti che, però, non ci fanno dimenticare che a noi tocca seminare, «ma è Dio che fa crescere!».
Unisciti anche tu!
Iscriviti alla newsletter per scoprire per primo le ultime storie e i nostri eventi
Oratori BG. Unisciti anche tu!