J&C: la preghiera degli adolescenti

Gli educatori dell'oratorio di Mornico al Serio hanno pensato a un cammino di preghiera per i loro adolescenti

J&C: due lettere, diversi significati e una serie di incontri. L’obiettivo è aiutare gli adolescenti a fermarsi, riflettere e pregare. All’oratorio di Mornico al Serio l’attenzione di questo anno pastorale consiste proprio nel prendersi cura della spiritualità dei ragazzi. Una cura che è stata tradotta con un percorso ad hoc e che è iniziato in Avvento, quando la “J” stava per “Jesus” e la “C” per “Chocolate”.

 

“La proposta J&C – spiega Veronica Perego, educatrice dell’oratorio di Mornico al Serio – è nata dal desiderio di abituare gli adolescenti a riflettere su ciò che fanno. Un aiuto a porre attenzione sul momento che si sta vivendo e a sottolineare l’importanza della preghiera. Prima si vive insieme un incontro di preghiera e a seguire un momento di convivialità. In Avvento abbiamo vissuto tre incontri che abbiamo concluso con la semplice condivisione di una cioccolata calda”.

 

Da “Chocolate” a “Ceneri” e “Carlo Acutis”

Il format J&C è riuscito a coinvolgere diversi adolescenti di Mornico al Serio. Nel tempo Quaresima, il nome cambia adattandosi ai passi da vivere verso la Pasqua. La “C” che prima stava per “Chocolate” è stata rinominata “Ceneri” per l’appuntamento di inizio Quaresima, “Carlo Acutis” per l’incontro in preparazione al Giubileo degli Adolescenti, “Crucis” per la preghiera sotto la croce e, infine, “Confessioni” come ultimo step verso la Pasqua.

 

Nella serata del Mercoledì delle Ceneri, gli adolescenti hanno vissuto un momento a loro dedicato dopo la messa con tutta la comunità. Un incontro che qualcuno ha rinominato anche Jesus&Chill per la lentezza e la tranquillità con cui viene proposto.

 

Stare insieme in modo diverso dal solito

“È un’occasione per stare tutti insieme in un modo diverso dal solito per esplorare la nostra fede -raccontano gli adolescenti dell’oratorio di Mornico al Serio – e crescere interiormente insieme ad altre persone della nostra età. Non è un’opportunità scontata e così comune: siamo chiamati ad esplorare la nostra fede con i nostri ritmi e le nostre domande”.

Rileggendo i quattro incontri svolti finora anche gli educatori si ritengono soddisfatti di questi primi momenti di J&C.  “Questo è un momento un po’ alternativo che li aiuta fermarsi e a riflettere -conclude Veronica-. È una preghiera un po’ diversa e pensata per loro: è provare ad andare oltre, scavarsi un po’ dentro e lasciarsi provocare dal Vangelo attraverso la lettura, i gesti e la riflessione.

 

Ciò che speriamo di lasciargli è una “fede in crescita”, una fede che diventa grande con loro. Si cresce in fretta di statura e negli anni, ma il nostro essere per crescere ha bisogno di essere messo in gioco, in discussione uscendo dal proprio guscio senza paura”. Il tutto in un cammino di crescita con tappe che si adattano, danno valore al tempo e accompagnano gli adolescenti con una costante che sta tutta lì, in quella J: Gesù.  

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